martedì 27 giugno 2017

Energie rinnovabili: nel 2016 hanno dato lavoro a 10 milioni di persone

Dal Web

L'IRENA (Agenzia internazionale per le energie rinnovabili) ha recentemente pubblicato il rapporto con i dati 2016 del lavoro dato nel mondo dalle attività connesse con le energie rinnovabili: i posti di lavoro garantiti sono stati 10 milioni.

Complessivamente si tratta di quasi 10 milioni di posti di lavoro, in crescita di oltre l'1% rispetto all'anno precedente, come emerge da “Renewable Energy and Jobs: Annual Review 2017″.
In Europa i paesi che hanno un maggior numero di lavoratori in questo ambito sono la Germania, in particolare nell'eolico, e la Francia (biomasse).
Cina, Brasile, Stati Uniti, Giappone e Germania si sono dimostrati fino ad oggi i Paesi maggiormente capaci di creare occupazione nel settore delle rinnovabili. Focalizzando l’attenzione sul colosso asiatico, nel 2016 i lavoratori cinesi riconducibili a questo mercato erano 3,64 milioni (+3,4% in un anno).
Il più rapido tasso di crescita è legato al fotovoltaico, con 3,1 milioni di dipendenti a livello globale (+12% dal 2015), seguito dall’eolico con 1,2 milioni (+7%). Da precisare che IRENA ha inserito nel conteggio anche idroelettrico (1,5 milioni), biocarburanti (1,7 milioni), biomasse (700.000) e biogas (300.000).



sabato 3 giugno 2017

Il lago di Bracciano potrebbe scomparire per dissetare Roma. Interrogazione a Bruxelles

Dal Web

E’ area protetta UE e riserva idrica per la capitale. L’uso delle sue acque, da emergenziale, é diventato ordinario. Nostra interrogazione alla Commissione Europea

Il lago di Bracciano, un paradiso naturale alle porte di Roma, sta morendo di sete. L’ecosistema ormai é in difficoltà dato che l’acqua continua a scendere a vista d’occhio. Il problema é l’oggetto dell’interrogazione che abbiamo presentato oggi, venerdì 2 giugno, alla Commissione Europea, dato che il lago é un’area protetta dall’UE nell’ambito della rete “Natura 2000”. L’interrogazione é cofirmata dalle colleghe Laura Agea ed Eleonora Evi; il testo é in fondo al post.
Ora il lago é circa 1,40 metri sotto lo zero idrometrico (il punto di riferimento convenzionale per misurare il livello) e secondo il Consiglio Nazionale delle Ricerche la massima oscillazione tollerabile é di 1,50 metri; quindi ancora 10 centimetri e poi il collasso.
Non c’entra solo la siccità degli ultimi mesi. In base ad una convenzione datata 1990 con la multiutility ACEA, il lago costituisce una riserva idrica per Roma. Significa che è acqua da usare in caso di emergenza: lungi da adottare una programmazione tale da scongiurare tale rischio, in questi 27 anni l’ACEA ha trasformato in fatto ordinario l’uso del lago di Bracciano per dissetare la capitale.
Ora la captazione é pari a 1.500 litri al secondo e si avvia al raddoppio per risolvere la penuria idrica di Roma: i sindaci dei comuni che si affacciano sul lago sono sul piede di guerra e chiedono di risolvere la crisi idrica del lago che, se non si interviene, con l’estate potrà solo peggiorare. L’arrivo dei turisti infatti verrà ad aggiungersi alle attività umane, tra le quali quelle turistiche, che gravano sullo specchio d’acqua.
Il professor Loreto Rossi, ordinario di Ecologia presso il Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università la Sapienza di Roma, è fra gli autori di una recentissima ricerca scientifica sul lago di Bracciano che mette in evidenza come agricolturaturismo ed altre attività provochino immissione di azoto nel lago. L’azoto é una sostanza che provoca eutrofizzazione: favorisce lo sviluppo di un’enorme quantità di piccoli organismi vegetali acquatici che abbassano il tasso d’ossigeno dell’acqua fino a provocare la morte di tutti gli esseri viventi. Il professore ha spiegato in un’intervista che per l’autodepurazione del lago di Bracciano é fondamentale la striscia di 10-20 metri lungo la riva, striscia (di denitrificazione) che ora si va perdendo.
Non possiamo permetterci di far morire di sete il lago di Bracciano. E’ un tesoro naturale e una riserva d’acquache va preservata affinché anche i posteri – e non solo noi – possano farne un uso saggio. L’Italia ha dei doveri in questo senso nei confronti dell’Unione Europea: discendono dalla direttiva habitat e dalla direttiva quadro sulle acque.
Abbiamo domandato alla Commissione Europea se l’Italia stia rispettando questi suoi obblighi e, in caso non lo faccia, quali provvedimenti intende prendere. Qui sotto il testo che abbiamo presentato.

giovedì 11 maggio 2017

CO 2 fuori controllo, verso la catastrofe con ottimismo.

Dal Web

Mi ricordo anni fa un profetico Beppe Grillo che, proprio in riferimento ai cambiamenti climatici, parlava di un ironico avanzamento della civiltà verso la catastrofe con ottimismo. Sono passati dieci anni da allora...


In questi dieci anni, si sono avvicendati governi, si sono fatte le famose conferenze internazionali sul clima, tanti dicono di salvaguardare l’ambiente, anche i peggiori inquinatori, e il risultato è che non solo non si è invertita la rotta, ma si è pigiato il piede sull’ acceleratore.  Era difficile fare peggio, eppure ci siamo riusciti.
Nonostante i dati inconfutabili, nonostante le costanti grida di allarme delle organizzazioni ambientaliste, nonostante una ormai compatta comunità scientifica che è d’accordo sul fatto che siamo i maggiori responsabili dei cambiamenti climatici, niente di tutto questo riesce a fermare il grill mondiale su cui allegramente ci stiamo infilzando. Non solo non si è fatto alcun progresso serio, ma il maggior paese inquinatore pro capite, cioè gli USA, ha eletto come Presidente il peggiore Attila che l’ambiente abbia mai potuto vedere all’orizzonte, che ha smantellato qualsiasi minima ipotesi di intervento contro i cambiamenti climatici  riportando in auge addirittura il carbone. Dicono che a breve andremo su Marte ma ci si alimenta ancora con il carbone dell’ottocento, strano progresso questo. Non che il predecessore di Trump avesse fatto granchè, va detto chiaramente.  I risultati di questo suicidio, al quale assistiamo senza fare nulla, sono un nuovo record delle emissioni di CO2 arrivate alla folle soglia di 412 parti per milione, dopo aver registrato il 2016 come anno più caldo da quando, cioè da fine Ottocento, si misurano le temperature a livello globale.
Gli esperti di clima ci dicono che di questo passo rischiamo di avere uno stravolgimento climatico nei prossimi anni che mai si è registrato nella storia da qui a decine di milioni di anni addietro. Nell’ultima conferenza sul clima a Parigi si sono dati l’obiettivo di mitigazione a 1,5/2 gradi centigradi e anche raggiungendo questa stabilizzazione avremmo grossi problemi, ma attualmente stiamo andando dritti verso un aumento di 3 gradi e più, cioè otterremo la devastazione assicurata.
Siamo tutti attenti e premurosi con i nostri figli e ci preoccupiamo di ogni loro minimo stranuto, ma il futuro che gli stiamo più o meno coscientemente regalando è un futuro da incubo e senza alcuna speranza.
Ci si allarma per i profughi che arrivano oggi sulle nostre coste ma questo è niente di fronte ai milioni di rifugiati ambientali che ci aspettano se continuiamo a non fare nulla.
Ma ci si chiede come mai, nonostante tanti a parole si dicano a favore dell’ambiente e si parli sempre più spesso di rinnovabili e di biologico, la situazione precipita? Facile risposta: fino a quando la crescita sarà la religione di nazioni e popoli, non avremo scampo. Alla faccia dell’ambiente si continuano a produrre montagne di prodotti superflui, con relativi rifiuti ed emissioni.  La pubblicità continua a bombardare la gente dicendo che se non hanno il vestitino alla moda, l’orologio e il profumo che fanno uomo, la macchina nuova, l’ennesimo cellulare e così via, sono poveri e sfigati. E se noi dobbiamo avere tre macchine a famiglia e venti cellulari a testa, non si capisce perché non debbano averceli anche il cinese, l’indiano, l’indonesiano, il sudafricano, il messicano, il russo, il brasiliano, ecc, ecc.
Abbiamo voluto e creduto alla favoletta horror della crescita? E adesso arrostiamo e procediamo verso la catastrofe con ottimismo.
Solo la crisi della crescita ci può salvare. E tutti possiamo fare la nostra parte.


giovedì 27 aprile 2017

Da una miniera di carbone nascerà il più grande parco solare del Kentuck

Dal Web
Il carbone è a fine corsa. Oggi è più conveniente 
investire nel solare che nel carbone e il numero 
di occupati nel settore fotovoltaico è in continua ascesa.
La Berkeley Energy Group, una società produttrice 
di carbone  con sede nel Kentucky ha annunciato che,
 in collaborazione con Edf Renewable Energy, sta conducendo
 alcuni studi di fattibilità per trasformare due miniere a
 cielo aperto in un parco solare che potrebbe produrre
 fino a 50 o 100 megawatt di energia elettrica.
 Un impianto enorme se si pensa che oggi il parco solare
 più grande del Kentucky è dieci volte più piccolo.







Solare più conveniente del carbone

La notizia stupisce per l’incontro di due mondi 
completamente differenti e che oggi possono essere
 considerati in competizione: da una parte l’industria
 del carbone e dei combustibili fossili e dall’altra il
 settore delle rinnovabili. Non non si ratta di questioni
 ambientali, piuttosto di meri calcoli economici, 
l’industria dei combustibili fossili si sta accorgendo
 che le rinnovabili sono un buon affare in cui 
investire perché saranno il futuro, mentre carbone,
 petrolio sono destinati via via a scomparire.

Un parco solare per creare nuova occupazione

L’operazione del Berkeley Energy Group non è ancora
 una conversione alle rinnovabili. 
La società ha fatto sapere di non avere intenzione di
 sostituire la sua produzione di carbone con il solare,
 ma che considera il progetto una possibilità per 
continuare a rendere redditizio il terreno che con
 l’attività mineraria aveva dato lavoro agli abitanti della zona. 
“Sono cresciuto con il carbone – ha detto Ryan Johns,
 responsabile esecutivo del progetto –, la nostra azienda è 
stata nel business del carbone per trent’anni. 
Non stiamo realizzando questo [progetto] come tentativo
 di sostituire il carbone, il carbone da questa zona è già stato estratto”.
 In sostanza la realizzazione del nuovo impianto solare
 fotovoltaico è  modo per continuare a creare ricchezza e 
palesa il fatto di come il solare sia in grado di offrire un
 ritorno economico agli investitori.


giovedì 20 aprile 2017

Bimbimbici: pedalata in 200 città d'Italia

Dal Web

Torna domenica 14 maggio in 200 città d’Italia BIMBIMBICI, la pedalata promossa da FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta per incentivare tra i giovani e giovanissimi l’uso della bicicletta negli spostamenti quotidiani, a partire dal bike2school.

Quest’anno la manifestazione diventa "aggiorenne" e, in linea con lo slogan
 La nuova fiaba della bicicletta, il tema scelto per festeggiare il 18° compleanno
 è “Arrivano i supereroi”. I bambini possono scatenare la fantasia 
immaginando i super-poteri di chi si sposta in bicicletta.
 Qualche suggerimento? Chi usa la bici non inquina, non fa rumore,
 occupa meno spazio delle auto e rende più allegre e felici le persone.
 Il tema vuole essere un omaggio al grande fumettista Jack Kirby
considerato l’inventore del genere supereroi, di cui quest’anno ricorre il centesimo
 anniversario dalla nascita.
Capofila delle città simbolo di BIMBIMBICI 2017 è Bari
un’altra città del sud, dopo Napoli lo scorso anno, 
per riaffermare l’impegno di FIAB a diffondere la cultura di una vita sana
 e a incentivare lo sviluppo di una mobilità sostenibile su tutto il territorio nazionale.
E, proprio dal capoluogo pugliese, arriva il testimonial di BIMBIMBICI 2017, 
Pinuccio, artista ma anche convinto ecologista e ambientalista, 
che ha raggiunto la popolarità con il suo canale satirico su Youtube,
 iniziando poi a collaborare con varie testate giornalistiche e programmi radio e TV.
 La travolgente simpatia di Pinuccio renderà ancora più divertente la maxi pedalata a
 Bari dove, in sella alle due ruote, bambini e famiglie raggiungeranno alla spiaggia cittadina,
 accompagnati anche dalla presidente FIAB Giulietta Pagliaccio e
 dal sindaco Antonio Decaro, presidente dell’ANCI, Associazione Nazionale
 dei Comuni Italiani, uno dei patrocinatori di BIMBIMBICI 2017 
insieme a Euromobility, CONI e Rete Città Sane.
L’invito a partecipare a BIMBIMBICI è aperto a tutti, per vivere
 una giornata da supereroe in bicicletta! L’elenco delle 200 città aderenti
 e le modalità di iscrizione alla pedalata in famiglia sono disponibili sul sito QUI
E, se in qualche località non è ancora stata programmata l’iniziativa, 
tutti (associazioni, comuni, scuole ma anche privati cittadini) possono organizzare 
la BIMBIMBICI nel proprio territorio. E’ facile come andare in bicicletta: 
basta seguire le istruzioni on line che trovate QUI
In attesa del 14 maggio, i bambini sono invitati a immergersi 
nel mondo dei supereroi partecipando al concorso a loro dedicato:
 usando fantasia e creatività devono elaborare un racconto che vede
 come protagonista un supereroe in bicicletta impegnato a combattere smog
 e inquinamento acustico. Con l’aiuto dei genitori, la storia va pubblicata sulla
 pagina Facebook di Bimbimbici  con l’hashtag #bimbimbici2017. 
I giovani autori dei 10 racconti che riceveranno più “like” saranno premiati con
 un casco da bici Limar.
Per ulteriori informazioni: www.bimbimbici.it


martedì 11 aprile 2017

L’acqua del rubinetto fa bene o male?

Dal Web
Siamo quello che mangiamo. Ma anche ciò che beviamo. Un sondaggio commissionato per il World Water Day 2017 dice che gli italiani scelgono sei bere sempre di più l’acqua del rubinetto: il 44 per cento del campione dice di no alle minerali. Una piccola rivincita per l’acqua che scorre dal rubinetto circondata, a torto, da false credenze.
Non bere duranti i pasti, gonfia la pancia, l’acqua del rubinetto fa venire i calcoli renali, oppure bere troppo fa ingrassare. Tutto falso. “L’acqua non fa certo ingrassare, né dimagrire – precisa a La Repubblica Laura Rossi, specialista in Scienza dell’alimentazione al Crea -, e bere mentre si mangia, al limite, favorisce la digestione”. Quando bisogna bere per stare in ottima salute? Almeno un litro e mezzo di acqua al dì che tradotto in bicchieri fa otto. Con il caldo, ovviamente, il fabbisogno cresce.
L’acqua del rubinetto si può bere tranquillamente, è piena di utili sali minerali ed è sicura, grazie ai controlli crescenti, nuove norme e nuovi depuratori. In Italia il gruppo Cap, gestore del servizio idrico della città metropolitana di Milano, insieme all’Istituto Superiore di Sanità, ha potenziato i controlli per garantire il massimo rispetto dei parametri di potabilità dell’acqua, praticamente in tempo reale.
L’85 per cento dell’acqua che esce dai rubinetti arriva da falda sotterranea. Il restante 15 per cento, invece, proviene da acque di superficie, come laghi o da dissalazione. In quest’ultimo caso sono richiesti trattamenti più complicati per rendere l’acqua potabile, come la filtrazione attraverso un letto di sabbia, che rimuove la sostanze indesiderate. Il gusto cambia da città a città, ma l’acqua che arriva dall’acquedotto è sempre buona. E pure gratis.

sabato 8 aprile 2017

La (non) politica energetica italiana è alla canna del gas

Dal Web
di 
Invece di proiettarsi nel futuro fatto di risparmio, efficienza energetica ed energie rinnovabili, in Italia il governo percorre ancora la preistoria dei combustibili fossili. Ed ecco la trovata di un gasdotto che attraversa ben cinque paesi, Azerbaijan, Georgia, Turchia, Grecia, Albania e spunta in Puglia.

Il paradosso dei paradossi: una delle regioni più ricche di energie rinnovabili con sole e vento che ci si alimenterebbe mezza Italia viene stuprata da un gasdotto.
Ci si chiede per quale assurdo antieconomico e antienergetico motivo dobbiamo andare a prendere a migliaia di chilometri un combustibile fossile climalterante quando possiamo autoprodurci l’energia in loco?
Per l’ennesima  volta l’Italia paese del sole, l’Arabia Saudita delle energie rinnovabili, diventa ostaggio di altri paesi e si ha pure il coraggio di dire che così siamo più indipendenti, quando il gas proviene dall’estero e addirittura direttamente da un paese di stampo dittatoriale come l’Azerbaijan.
Con questo tipo di operazioni si diventa ancora più schiavi e in pericolo, dato che ovunque si grida al terrorista e operando in questo modo di certo ci si espone a rischi non indifferenti pensando anche solo alla estrema pericolosità dei rigassificatori.
Se questo gas poi lo si userà per le centrali non ha senso, perché i rendimenti sono ridicoli; se lo si userà per il riscaldamento delle abitazioni, basterebbe coibentarle bene per renderne praticamente inutile l’utilizzo. Ma il vero obiettivo di queste operazioni è portare a termine il folle disegno di fare dell’Italia una piattaforma energetica di distribuzione da un punto di vista fossile, vista la sua collocazione geografica strategica. Saremo il cimitero degli elefanti fossili, che meravigliosa prospettiva.
Distruzione ambientale, dipendenza dall’estero, aumento emissioni gas serra, costi altissimi, pericolosità, fonte non rinnovabile e immaginate i soldi spesi per questa inutile e dannosa opera, investiti in coibentazione delle case, quanto avremmo guadagnato di più in soldi, occupazione, salute e ambiente.
Non c’è quindi niente di razionale, sensato, lungimirante, positivo in una tale non politica energetica, si tratta solo del solito servizietto fatto a lobby e potentati che così come nella drammatica opera della Tav in Val di Susa trattano persone e natura come latrine in cui scaricare la loro immondizia.
Infine la ciliegina sulla torta, il tutto è stato approvato da un governo presieduto dall’ex ambientalista, ex direttore della rivista Nuova Ecologia di Legambiente, Paolo Gentiloni. Bella fine ha fatto l’ambiente, complimenti presidente.
Visto che questa è la preistoria dell’energia, domani sabato 8 aprile ad Ivrea parleremo invece del futuro dell’energia e si vedrà che ci sono ovunque progetti ed esempi di persone che pensando anche alle prossime generazioni,  già oggi praticano soluzioni ambientali, energetiche, economiche e occupazionali  sostenibili e intelligenti.